Cosa mi ha insegnato un albero sulla mia vita
Nel giardino di casa mia c'è un albero di nespolo nato da un seme piantato quasi trent'anni fa. Una riflessione su tempo, pazienza e sulla vera libertà di scegliere.
Luca Maritati
Consulente Finanziario Non Appartenente a Gruppi Bancari e Assicurativi
Nel giardino di casa mia c’è un albero di nespolo e ogni tanto mi capita di fermarmi qualche minuto davanti. Il motivo è che per me non è un albero qualunque.
Quell’albero esiste perché, quasi trent’anni fa, un bambino di quattro o cinque anni decise di piantare un seme in un piccolo vaso.
Quel bambino ero io.
Non ricordo nemmeno il motivo per cui l’avevo fatto, probabilmente per la stessa ragione per cui i bambini fanno tante cose: perché sono curiosi.

Quel piccolo seme, con il tempo, è diventato una piantina. Poi ci siamo trasferiti e mio padre decise di portarla con sé nel giardino della nostra nuova casa. Da allora ha continuato a crescere, anno dopo anno, fino a diventare l’albero che vedo ancora oggi.
Ogni volta che lo guardo mi torna in mente la stessa domanda: quanti, vedendo quel bambino piantare un seme in un vaso, avrebbero immaginato l’albero che sarebbe diventato?
Eppure era già tutto lì, servivano solo tempo, cura e tanta pazienza (probabilmente anche un pizzico di fortuna nel superare gli imprevisti che inevitabilmente la vita gli ha messo davanti).

Negli anni mi sono reso conto che questa immagine assomiglia molto al modo in cui vedo la pianificazione finanziaria.
Molto spesso pensiamo al denaro come a qualcosa che serve per comprare ciò che desideriamo o per accumulare un patrimonio sempre più grande. È comprensibile: siamo abituati a pensare a quanti risparmi abbiamo in banca, cosa ci possiamo permettere, quanto ci frutta un investimento.
Con il tempo, però, ho iniziato a guardarlo in modo diverso e penso ci possa essere anche un’altra prospettiva.
Per me il denaro ha valore quando smette di essere il protagonista e diventa uno strumento che ci permette di vivere con maggiore serenità e, soprattutto, con maggiore libertà.
Libertà di scegliere
È una frase che ripeto spesso, ma non perché suoni bene. La considero davvero una delle ricchezze più importanti che ognuno di noi può costruire.
Quando siamo giovani immaginiamo abbastanza facilmente il nostro futuro. Pensiamo al lavoro che vorremmo fare, alla casa in cui ci piacerebbe vivere, ai viaggi che sogniamo o alla famiglia che, forse, costruiremo.
Poi la vita fa quello che sa fare meglio: ci sorprende.
Alcune volte in meglio, altre semplicemente scombinandoci un po’ i piani, e altre volte ancora mettendoci davanti a difficoltà che non avevamo neanche potuto immaginare.
Cambiano le persone che abbiamo accanto, cambiano le priorità e, in molti casi, cambiano perfino i nostri sogni.
E, secondo me, è giusto così.

Ecco, è proprio qui che la pianificazione finanziaria, secondo me, mostra il suo valore più grande.
Non perché ci permetta di prevedere il futuro, nessuno può farlo. Ma perché ci aiuta a prepararci ad affrontarlo, e ci aiuta a sostenere la nostra naturale evoluzione.
Spesso mi chiedono quale sia l’obiettivo di una buona pianificazione: per me è poter costruire, negli anni, la possibilità di prendere decisioni senza che sia la situazione economica o fattori esterni a decidere al posto nostro.
Vuol dire poter cogliere un’opportunità che ci si presenta all’improvviso, cambiare il lavoro che ormai sentiamo stretto e non ci rispecchia più, dedicare più tempo alla famiglia, realizzare un progetto che rimandiamo da troppo tempo e forse è proprio quello che darebbe senso alla nostra vita, oppure affrontare un imprevisto con meno paura.
È proprio questo che intendo quando parlo di libertà di scegliere.
Non la certezza che tutto andrà come abbiamo immaginato, ma la possibilità di affrontare ciò che verrà con più strumenti, più serenità e più alternative.

Ogni volta che passo davanti a quell’albero ripenso a quel bambino che, senza rendersene conto, stava facendo un gesto destinato a produrre effetti molti anni dopo.
È una bella lezione che voglio portare con me, perché mi ricorda che le decisioni più importanti raramente producono risultati immediati, ma hanno bisogno di tempo, esattamente come un seme.
E questo vale anche per la libertà di scegliere:
non nasce nel momento in cui ne abbiamo bisogno, si costruisce con un piccolo gesto alla volta.
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